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Finanziamenti SIMEST: nuove risorse e quota a fondo perduto

I finanziamenti della legge 394-1981 per l’internazionalizzazione
Simest che, nell’ambito del gruppo CDP costituisce con SACE il polo dell’export e dell’internazionalizzazione, ha ereditato nel 1991 da MCC la gestione, in qualità di istituto agente per conto dello Stato, dei finanziamenti agevolati per l’inserimento delle imprese nei mercati esteri concessi a valere sulle disponibilità del fondo istituito quasi un decennio prima dalla L. 394/1981.

Nel corso degli anni questi finanziamenti, di durata massima di 6 anni di cui fino a due di pre-ammortamento, sono stati concessi in regime di de minimis a tasso d’interesse fisso, determinato in fase di stipula del contratto in maniera agevolata, supportando migliaia di imprese di medie e piccole dimensioni nella realizzazione di iniziative e progetti di internazionalizzazione in numerosi paesi esteri extra UE.

Grazie alle nuove misure normative e ai rilevanti stanziamenti, a partire da inizio luglio, i termini finanziari cambieranno radicalmente: in primis verrà ampliato l’ambito di applicazione, includendo nuove forme di investimento ad esempio legate alla digital innovation (assunzioni a tempo determinato di DEM – Digital Export Manager) e, soprattutto, verranno inclusi i progetti attuati in paesi membri dell’UE dove, come è noto, è realizzato oltre la metà dell’export italiano, soprattutto da parte delle imprese più piccole e meno inserite nelle catene globali del valore.

In più, le condizioni di concessione diventano più vantaggiose, sia perché le imprese possono beneficiare dell’esenzione di fornire le fidejussioni, sia grazie alla previsione di una quota, sino ad un massimo del 50%, di finanziamento a fondo perduto. Novità entrata in vigore dal 15 giugno, ma per ora solo per finanziamenti a fondo perduto al 40%.

I plafond massimi di finanziamento, inoltre, saranno incrementati tanto a livello globale che per singolo progetto, come ad esempio nel caso del finanziamento “Patrimonializzazione” dove raddoppiano.

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Infine, sottolinea l’AD di SIMEST, Mauro Alfonso, si ingrandisce anche “la platea delle aziende a cui si rivolge, visto che in alcuni casi decade il vincolo della dimensione di PMI”.

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Nuovi fondi in arrivo e condizioni più vantaggiose
Complessivamente, quindi, i cambiamenti possono essere ricondotti a 4 principali filoni:

una rilevante dotazione di risorse addizionali di 600 milioni di euro;
l’esenzione dal rilascio delle garanzie per le concessioni che saranno approvate da maggio sino al 31 dicembre 2020;
l’innalzamento dei massimali di intervento per singolo progetto e contestualmente la previsione di quote di fondo perduto sino al 50%;
l’inclusione dei progetti realizzati in Paesi dell’Unione europea, grazie ad una norma già introdotta con il Decreto Crescita del giugno 2019 e le cui disposizioni attuative sono giunte alle ultime fasi autorizzative.
600 milioni per il sostegno all’export
La dotazione del fondo che, a fine 2019, si era pressoché esaurita, raggiungerà una dote complessiva di 600 milioni grazie ad un primo stanziamento approvato agli inizi di marzo con il varo del Piano Straordinario per il Made in Italy e poi ulteriormente incrementata di 200 milioni con le disposizioni dell’art 48, intervenute a maggio con il Dl Rilancio.

Niente garanzia per tutto il 2020

Con riguardo al rilascio delle garanzie, da fine maggio, Simest e il Comitato Agevolazioni che sovrintende l’attività deliberativa e attua le linee di indirizzo fornite dal MAECI in coordinamento con il MISE, in accordo con quanto previsto dall’articolo 48 del Dl 34/2020 (“Decreto Rilancio”), hanno provveduto, a rendere operativa per le imprese l’esenzione della prestazione della garanzia a fronte dell’acquisizione di nuovi finanziamenti sino a tutto il 2020.

La sottoscrizione dei finanziamenti del fondo 394/81 richiede infatti la prestazione di garanzie rilasciate da parte di banche, assicurazioni e intermediari finanziari convenzionati da Simest che possono variare, in funzione dell’esito del processo istruttorio e del livello di scoring assegnato all’impresa, da un minimo di 20% ad un massimo dell’ 80% del capitale preso a prestito, oltre al monte interesse. Sino a tutto dicembre 2020, invece, i nuovi finanziamenti potranno essere quindi richiesti da parte delle imprese con l’esenzione dalla prestazione di garanzia consentendo, quindi, un notevole risparmio in termini di oneri e commissioni da riconoscere ai datori di cauzione.

Il processo è gestito sulla piattaforma digitale del Polo e l’impresa – fa sapere Simest – sarà in grado di ricevere materialmente il finanziamento entro circa un mese dall’avvio dell’istruttoria.

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Finanziamenti anche a fondo perduto
Da metà giugno, inoltre, si sono attivati anche i finanziamenti a fondo perduto previsti dall’ art 72 del Dl Cura Italia, che ha stanziato un apposito Fondo di Promozione Integrata del Made of Italy, da cui attingeranno varie iniziative di sostegno, inclusa questa.

Più nello specifico dal 15 giugno le imprese possono chiedere fino al 40% del finanziamento a fondo perduto (tranne per il finanziamento Inserimento Mercati esteri, dove la misura è al 20%), con un importo massimo concedibile a fondo perduto di 100mila euro. La quota salirà fino al 50% – per un limite di 800 mila euro di aiuti complessivi per singola impresa – non appena arriverà il via libera della Commissione UE sull’applicazione alla misura del “temporary framework” sugli Aiuti di Stato. Il Cura Italia, infatti, prevede che la percentuale massima di finanziamento a fondo perduto possa arrivare al 50%. Per le quote di cofinanziamento a fondo perduto sono stati previsti 300 milioni di euro.

Si tratta di una agevolazione con una portata dirompente dato che rende i finanziamenti erogati dalla Simest di una convenienza economica senza precedenti. Come noto a seguito dell’emergenza Covid-19, con il Temporary Framework implementato a più riprese dalla Commissione europea il massimale di de minimis è stato innalzato eccezionalmente da 200.000 euro a 800.000 euro fornendo alle imprese che beneficiano di misure agevolate molta più flessibilità.

Infatti, già a seguito delle novità regolamentari introdotte dall’ottobre 2016, il tasso di interesse è stato reso molto più vantaggioso per l’imprese: pari ad appena il 10% del tasso di riferimento UE che, nell’arco dell’ultimo triennio 2017-2019, si è sempre mantenuto mensilmente al disotto dell’1%. Conseguentemente il tasso di interesse applicato da Simest ai finanziamenti per l’internazionalizzazione si è costantemente posizionato vicino allo zero percento, oscillando in un range compreso tra lo 0,05% e lo 0,10% su base annua. Nonostante il lieve rialzo dei tassi di interesse su alcuni dei benchmark governativi della UE, il tasso di interesse in vigore per le concessioni nel mese corrente di giugno risulta infatti pari a circa 8 punti base percentuali ovvero appena 80 euro per ogni centomila euro di debito residuo contratto.

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Con l’avvio di una componente di fondo perduto al 40% (ma che potrebbe salire fino del 50%) i finanziamenti agevolati gestiti da Simest che, come noto, costituiscono una fonte di finanziamento alternativa a quella creditizio-bancaria, risultano veramente un unicum in termini di convenienza economica.

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Ammessi i progetti di penetrazione nel mercato unico
Ma le novità andranno oltre e consentiranno un ambito oggettivo ampliato sia a livello geografico che di ammontare per singolo progetto. In effetti, l’inclusione dei Paesi appartenenti alla Unione europea comporterà per molte imprese la possibilità di ricorrere ai finanziamenti per la penetrazione nei mercati esteri in maniera più frequente e per progetti decisamente più ambiziosi e rilevanti, da qui l’esigenza di raddoppiare, ferme restando le limitazioni in termini di concentrazione del rischio creditizio verso il fondo da parte di un’unica impresa e il rispetto dei limiti previsti in materia di aiuti di stato, le previsioni di raddoppio dell’ importo massimo ammissibile.

A partire dal 2016, i finanziamenti agevolati per l’internazionalizzazione – grazie ad una importante riforma, alla digitalizzazione e alla semplificazione del processo istruttorio – hanno subito un notevole sviluppo, sia in termini di numero di imprese, di medie o piccole dimensioni, finanziate che in termini di ammontare concesso, supportando varie e numerosissime iniziative di inserimento nei mercati esteri.

Dalle fiere agli show room, tutti gli interventi finanziabili
A fine dell’anno scorso, con la firma di un decreto interministeriale da parte del MISE e MEF le linee di intervento sono passate da cinque a sette, a copertura del fabbisogno per:

partecipazioni a fiere e mostre;
realizzazione di studi di fattibilità;
allestimento di uffici di rappresentanza o show-room;
assistenza tecnica per l’avviamento di uffici di rappresentanza;
l’assorbimento di capitale circolante (“patrimonilizzazione”) da parte di commesse estere;
assumere TEM (Temporary Export Manager), concetto che ora viene ampliato anche a figure come il “Digital Marketing Manager” e “l’Innovation Manager”;
realizzare piattaforme di E-commerce con dominio registrato in paesi esteri appartenenti in aree extra-UE.
Concludendo, grazie al pacchetto di novità d’ambito applicativo e finanziarie che sarà reso del tutto operativo entro gli inizi di luglio, i finanziamenti per l’internazionalizzazione amministrati dalla Simest, sono destinati, salvo ulteriori effetti emergenziali di natura pandemica o stop da parte della Commissione UE, a incrementare ulteriormente la loro diffusione tra le imprese italiane proiettate sui mercati esteri.

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